PPWR: cosa cambia per gli imballaggi e cosa è emerso alla fiera K 2025

Il nuovo regolamento europeo sull’imballaggio impone una svolta: obiettivi ambiziosi, scadenze ravvicinate e molte incognite operative.

L’Europa riscrive le regole del packaging

Entrato in vigore a febbraio 2025, il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) ridefinisce le politiche europee sull’imballaggio e i rifiuti da imballaggio.

Il tema è stato al centro del panel “PPWR – Current Status and Lessons Learned” durante la fiera K 2025 di Düsseldorf, principale appuntamento mondiale per l’industria delle plastiche e dei materiali polimerici, durante la quale si sono susseguiti numerosi momenti di confronto e approfondimento.

Chi desidera approfondire l’intero evento può consultare il report ufficiale della fiera.

PPWR: gli obiettivi per riciclabilità e contenuto riciclato

La moderatrice Isabell Schmidt, durante l’evento ha ricordato due scadenze chiave del regolamento:

  • dal 2030, tutti gli imballaggi dovranno essere progettati per il riciclo con una soglia minima del 70%;
  • dal 2035, gli imballaggi dovranno essere riciclati effettivamente su scala industriale almeno al 55%.

Si tratta di obiettivi che richiedono nuove infrastrutture di raccolta e trattamento, oltre a criteri tecnici ancora da definire. Tuttavia, gli atti delegati della Commissione, necessari per chiarire modalità di calcolo e standard di valutazione, non sono ancora stati pubblicati.

Come si stanno preparando le aziende europee al PPWR

Molte imprese hanno iniziato a prepararsi adottando i draft standard europei sul design for recycling, in attesa delle regole definitive.

Il principio operativo è ridurre la complessità e favorire i materiali compatibili con i flussi di riciclo esistenti.

Le soluzioni più citate nel panel:

  • utilizzo prevalente di PE, PET e PP;
  • eliminazione di componenti non separabili o metallizzazioni;
  • passaggio da strutture multistrato a monomateriali;
  • controllo degli inchiostri e degli additivi per migliorare la separabilità.

Il concetto di “design for circularity” è stato indicato come evoluzione del design for recycling: un approccio che considera l’intero ciclo di vita del packaging, dai materiali al fine vita.

In questa direzione, anche BEPACKS ha sviluppato la linea Be-Recyclable, una gamma di soluzioni in plastica monomateriale progettate per ottimizzare la riciclabilità secondo i criteri europei più recenti.

Il ruolo dell’innovazione e la mancanza di certezze normative

Durante la discussione è emerso un consenso unanime: la tecnologia è disponibile, ma mancano regole chiare e stabili per renderla economicamente sostenibile.

Molte imprese segnalano di aver già sviluppato soluzioni tecniche e materiali innovativi, ma gli investimenti restano bloccati per tre motivi principali:

  1. Incertezza normativa (atti delegati e criteri di calcolo non ancora definiti);
  2. assenza di un mercato remunerativo per il materiale riciclato;
  3. scarsa armonizzazione tra i diversi Stati membri UE.

Fra le proposte discusse nel panel:

  • introdurre sistemi di ecomodulazione delle tariffe EPR, premiando la riciclabilità effettiva;
  • creare incentivi fiscali o meccanismi di credito per sostenere la domanda di PCR (post-consumer recycled content);
  • garantire stabilità dei target per favorire la pianificazione degli investimenti, evitando modifiche in corso d’opera.

Contenuto riciclato: obiettivi e limiti di capacità

Il PPWR introduce quote minime di contenuto riciclato obbligatorio:

  • 30% per PET e bottiglie;
  • 10% per imballaggi contact-sensitive (alimentari e cosmetici);
  • 35% per le altre tipologie di imballaggio plastico.

Secondo i dati discussi alla fiera K 2025, l’Europa dovrebbe incrementare del 10% annuo la capacità di riciclo per centrare gli obiettivi al 2030.

Attualmente, però, gran parte della capacità meccanica esistente non è sfruttata pienamente a causa della mancanza di domanda stabile e della bassa disponibilità di materiale idoneo al contatto alimentare.

Riciclo chimico e “mass balance”: un punto ancora aperto

Il riciclo chimico è considerato un tassello fondamentale per i packaging più complessi, ma il panel ha sottolineato la necessità di una definizione univoca e flessibile del metodo “mass balance”.

Solo regole chiare permetteranno di calcolare correttamente il materiale riciclato e di sostenere nuovi investimenti.

Secondo le stime condivise, l’industria è pronta a mobilitare oltre 8 miliardi di euro in nuovi impianti, a condizione che il quadro normativo sia stabile e coerente.

Competitività e importazioni: l’Europa deve difendere la propria filiera

Un altro tema centrale è la competitività del sistema europeo rispetto ai mercati esterni.

Il PPWR consente di conteggiare anche i materiali riciclati provenienti da Paesi extra-UE, ma solo se conformi agli standard europei.

Il panel ha avvertito che, senza controlli e certificazioni uniformi, il rischio è quello di una concorrenza asimmetrica che penalizzi la produzione interna.

Oggi l’Asia ad esempio detiene circa il 55% della capacità mondiale di riciclo meccanico, contro il 25% europeo.

L’Unione europea mantiene però una posizione di leadership tecnologica e di qualità, che deve essere sostenuta con politiche industriali e strumenti di mercato adeguati.

PPWR e mercato del riciclo: le sfide per l’industria del packaging

Molte aziende committenti stanno già chiedendo ai fornitori di packaging dichiarazioni di conformità PPWR, ma il panel ha chiarito che al momento non è possibile rilasciarle: mancano i criteri tecnici definitivi.

Le grandi multinazionali appaiono più preparate, mentre una parte delle PMI europee attende ancora chiarimenti o spera in possibili rinvii.

Una situazione che rende difficile pianificare investimenti e sviluppo prodotto nei tempi richiesti dal regolamento.

Questioni tecniche emerse nel Q&A

Le domande del pubblico hanno toccato due aspetti pratici cruciali:

  • Riciclo per imballaggi alimentari: le soluzioni meccaniche per PP e PE a contatto diretto con alimenti non sono ancora scalabili; il riciclo chimico è una prospettiva, ma richiede approvazione normativa e test di sicurezza;
  • rimozione degli inchiostri (deinking): resta essenziale per garantire purezza e qualità del materiale riciclato; nei processi industriali si impiegano lavaggi caustici e selezione ottica, ma servono standard europei comuni.

Per chi desidera rivedere il dibattito integrale, il video completo del panel “PPWR – Current Status and Lessons Learned” è disponibile qui.

Un’agenda comune per la transizione circolare

Il confronto alla fiera K 2025 ha evidenziato un consenso diffuso:

  • L’industria è pronta dal punto di vista tecnologico;
  • servono regole certe, incentivi di mercato e armonizzazione europea;
  • la circolarità è una sfida industriale, ma anche un’occasione di competitività globale.

Il PPWR rappresenta quindi non solo un adempimento normativo, ma l’occasione per ripensare l’intero modello produttivo dell’imballaggio in Europa.

Per un approfondimento di base sui contenuti del regolamento e sugli obblighi per le aziende, leggi anche questo articolo.

BEPACKS: supporto tecnico e soluzioni per affrontare il PPWR

Per chi sviluppa e produce packaging, il PPWR non è quindi più un tema futuro: è la nuova cornice di conformità europea.

In questo scenario, BEPACKS accompagna aziende e brand nel percorso di adeguamento al regolamento, offrendo:

  • Analisi di conformità PPWR per materiali e strutture;
  • supporto al design for recycling;
  • consulenza sulla gestione del contenuto riciclato;
  • orientamento tecnico-normativo per lo sviluppo di soluzioni compatibili con i nuovi standard UE.

Con un approccio basato su dati, filiera e sostenibilità, BEPACKS aiuta le imprese a trasformare l’obbligo normativo in un vantaggio competitivo concreto.

Contattaci per scoprire come rendere i tuoi imballaggi pronti alla Packaging and Packaging Waste Regulation.

Nuovo regolamento europeo sull’imballaggio

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